Sindacale Trasporti 

Amt, Ugl: «Meglio sopprimere le linee 8 e 6 che tagliare del 10% le linee»

Il segretario del sindacato, Roberto Piccardo, interviene poco prima del Consiglio comunale dedicato alla crisi dell’azienda: «Ridurre ancora il servizio nei quartieri più popolosi può mettere a rischio la sicurezza del personale»

Sopprimere alcune linee, a partire dalla 6 e dalla 8, invece di distribuire una riduzione del 10 per cento sull’intera rete. È la proposta avanzata dall’Ugl in vista del Consiglio comunale del 10 settembre, durante il quale sarà discussa la situazione di Amt.

A intervenire è il segretario Roberto Piccardo, che mette al centro della vertenza la tutela dei dipendenti e, in particolare, di autisti e personale impegnato ogni giorno a diretto contatto con l’utenza.

«In un momento di crisi come questo, il nostro compito è più che mai tutelare i lavoratori e la loro dignità», afferma Piccardo. «I dipendenti sono il vero patrimonio di Amt, soprattutto quelli che lavorano in prima linea».

Secondo l’Ugl, una riduzione applicata indistintamente alle frequenze rischierebbe di aggravare le difficoltà già presenti nei quartieri più popolosi. Il sindacato porta come esempio il Cep, dove il servizio della linea 199 sarebbe già affidato a un numero limitato di autobus.

«Se viene tolta un’altra vettura alla linea 199, gli animi possono esasperarsi», avverte il segretario Ugl. «In caso di guasto a uno dei due bus in circolazione, il nostro personale rischia di trovarsi esposto alla rabbia degli utenti». Una situazione che, secondo il segretario, potrebbe ripetersi su numerose altre linee cittadine.

Le preoccupazioni dell’Ugl riguardano anche il servizio extraurbano, dove la cancellazione di alcune corse potrebbe aumentare l’affollamento, i tempi di attesa e le tensioni a bordo o alle fermate.

Per Piccardo, la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori deve diventare il primo criterio con cui valutare ogni modifica al servizio. Il segretario denuncia condizioni diventate tanto difficili da spingere alcuni dipendenti a lasciare Amt e attribuisce la crisi attuale anche alle scelte compiute negli anni passati.

«Chi lavora oggi in azienda sta pagando le conseguenze di anni di incompetenza da parte di persone che non sapevano neppure quante ruote avesse un autobus», attacca il sindacalista.

Dal sindacato arriva infine una richiesta rivolta alle istituzioni. «Ci aspettiamo la massima collaborazione tra Regione e Comune», conclude il segretario dell’Ugl, «per arrivare al miglior risultato possibile per i lavoratori, per gli utenti e per tutta Amt».


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